La
diciassettenne Catherine Morland viene invitata da amici di famiglia
a trascorrere qualche settimana a Bath, dove potra` frequentare un
po` di mondanita` e dove incontrera` la bella Isabella Thorpe e i
fratelli Henry e Eleanor Tilney. Questi ultimi la inviteranno infine
a trascorrere qualche giorno presso la loro casa, l'ex abbazia di
Northanger. Suggestionata dal luogo e ancora piu` dalle intense
letture di romanzi dell'orrore, la giovane vive la vacanza alterando
banali eventi quotidiani alla luce di immaginarie atmosfere di
terrore. Una serie di malintesi, frutto della sua fantasia, mette a
repentaglio i rapporti con il suo amato Henry. La situazione si
complichera` ancora di piu` quando il generale Tilney, che sognava un
matrimonio tra Catherine e suo figlio, scoprira` la vera situazione
economica della famiglia Morland. Come si risolvera` la situazione
per la nostra fantasiosa protagonista?
“L'abbazia
di Northanger” e` uno degli ultimi romanzi della Austen a essere
pubblicati, ma e` al contrario uno dei primi che Jane scrisse, anche
prima dei suoi piu` celebri capolavori. Per tutti questi motivi, e`
un po` sfigatino rispetto agli altri romanzi piu` famosi, viene
considerato molto poco. Io stessa sono venuta a conoscenza di questo
romanzo quando ho iniziato ad appassionarmi e a informarmi sui
romanzi gotici. Venni cosi` a sapere che la Austen aveva scritto
“L'abbazia di Northanger” come una sorta di parodia nei confronti
dei romanzi gotici, ora un genere abbastanza di nicchia, ma ai suoi
tempi molto in voga, tanto da essere considerati dai piu`
intellettuali dei romanzetti puramente commerciali. Siccome a me
pero` piacciono, e spinta dal desiderio di leggere piu` Austen,
appena ho potuto l'ho comprato e letto subito.
Devo
dire, prima di tutto, che non e` per niente come me lo aspettavo.
Eppure non e` una critica, perche` mi e` piaciuto.
Il
libro e` diviso in due parti. Se si va a leggere la trama, cosi come
l'ho riportata anche io, quella non e` che una minima parte di cio`
che succede ed e` contenuta principalmente nella seconda parte. Nella
prima troviamo la nostra protagonista a Bath, immersa nella
mondanita` sciocca e superficiale che la Austen descrive (e prende in
giro) benissimo. La signora Allen, che ospita Catherine, e` in fondo
una donna innocua ma molto vuota e superficiale, che non ha una
opiniona per niente. Se chiamata a esprimerla ripete a pappagallo
quello che dice il suo interlocutore, anche a costo di contraddirsi
palesemente.
I
piu` odiosi pero`, sono i fratelli Thorpe. John, che prova interesse
per Catherine, e` il classico pallone gonfiato. Isabella e` una
ragazza viziata, civetta, egoista e falsa, che stringe amicizia con
Catherine approfittando della ingenuita` di quest'ultima, che infatti
ci mette parecchio tempo per togliersi il prosciutto dagli occhi e
capire da chi e` circondata. Attenzione, pero`, e` ingenua ma non
stupida (non del tutto); a un certo punto, infatti, si fa valere e
non si fa mettere i piedi in testa da quei due imbecilli, e questa
cosa l'ho apprezzata molto. In questa prima parte di gotico non
troviamo niente, se non qualche cenno ai romanzi che a Catherine
piacciono tanto.
Con
la seconda parte entriamo nel vivo della storia e qui, se fino a
questo momento Catherine mi era stata simpatica, ci sono alcuni
momenti in cui le avrei dato qualche sberla, giusto per farla
svegliare. Allora...anche io, visto la quantita` di libri, film e
telefilm horror che mi faccio fuori, tendo a volte a far andare la
fantasia, soprattutto quando mi capita di essere sola in casa e di
sentire qualche rumore. Ma lei e` esagerata! Non solo si provoca
infarti inutilmente, ma arriva addirittura a fare l'impicciona in
casa d'altri o ad accusare il suo probabile futuro suocero di cose
orribili. E solo perche`, come arrivera` ad ammettere lei stessa,
voleva essere spaventata. Voleva il brivido. Ma sei cretina?! Per
fortuna questo dura poco e quando se ne rende conto crescera` (ma
giusto un poco). Per il resto il romanzo continua ad essere un
classico romanzo alla Austen. Oddio, niente amori tormentati ed
eroine profonde. Catherine e` una ragazzina normalissima dell'epoca.
Pero` l'elemento “gotico” che mi aspettavo e` molto breve e
svanisce subito.
Dunque,
ricapitolando, non fatevi ingannare dalle trame che si leggono in
giro, perche` il libro affronta, a parer mio, ben altre tematiche e
la parte gotica fa solo da contorno. E` una piccola presa in giro per
la passione tanto diffusa all'epoca. Pero` come romanzo di Jane
Austen e` molto carino. Voto 3.8/5!
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