lunedì 16 luglio 2018

"Last of the giants. The true story of Guns n' Roses" di Mick Wall - Cosa ne penso?


“I Guns n' Roses sono una delle ultime band che hanno fatto grande il rock. Su di loro tanto e` stato scritto e detto, soprattutto sul loro leader, il grande e allo stesso tempo pericoloso W. Axl Rose. Chi meglio di Mick Wall puo` aiutarci a far luce tra fatti veri e aneddoti inventati? Chi se non una delle persone che in questi 30 anni li ha incontrati, intervistati e frequentati.
Questa non e` una celebrazione ne` un tentativo di gettare fango. Mick Wall ricostruisce il piu` oggettivamente possibile, i retroscena che si celano dietro l'ascesa al successo, le fatiche, i dolori, le cadute e le rinascite di uno dei piu` grandi gruppi Rock di sempre. The last of the giants.
Questi sono in Guns n' fucking Roses!”




Il mio genere musicale preferito e` il rock, praticamente ascolto solo questo! Ci sono tante band che mi piacciono ma poche sono le mie preferite; i Guns n' Roses sono una di queste. Ho iniziato ad ascoltarli durante l'adolescenza e ancora oggi le loro canzoni toccano corde che mi fanno emozionare. E i gruppi (come gli scrittori, i cantanti e gli artisti in generale) preferiti devono fare proprio questo. Allo stesso tempo, pero`, non sono mai andata a cercarmi storie sui componenti. Ovviamente sono a conoscenza dei fatti piu` famosi e sconvolgenti e conosco bene la reputazione di Axl Rose, ma al di la di quello i fatti personali mi sono sempre interessati poco. Preferisco guardare il frutto del lavoro di un'artista piuttosto che spettegolare su quello che fa a casa sua.
In questo caso, pero`, ho sentito parlare molto bene di questo libro e in piu` Axl Rose e` un personaggio che provocherebbe curiosita` a chiunque, dai. Cosi mi sono convinta a fare una lettura diversa dal solito e ho acquistato il libro.
Inoltre Mick Wall e` un giornalista musicale molto affermato, che ha davvero vissuto le band di cui parla, percio` dovrebbe essere una sorta di garanzia.

Il libro non si sofferma molto sulla vita dei Guns prima della formazione del gruppo. Wall da informazioni essenziali sulla loro infanzia e su cio` che ` successo prima dell' incontro dei 5 membri originari, pero` le informazioni scritte sono necessarie per capire, almeno in parte, gli adulti che sono poi diventati. Praticamente tutti, tranne forse Slash, hanno vissuto un'infanzia traumatica e se da una parte questo ha influenzato la loro musica in maniera molto positiva, dall'altra li ha trascinati in vortici di alcolismo, eroina, violenza e problemi psicologici. Ho provato davvero tanta tristezza per loro.
Il libro si concentra soprattutto sulla nascita dei due grandi capolavori del gruppo, l'album d'esordio Appetite for distruction e Use your illusion I e II. In questi lunghi capitoli Wall ci spiega quali sono gli eventi, le persone e i sentimenti che hanno portato alla nascita di ogni singola canzone. Se prima erano belle canzoni, una volta che si conosce il loro vero significato diventano potenti come pugni allo stomaco.
Ho sofferto tanto durante la lettura di questo libro, perche` l'intera carriera dei Guns e` stata una mai una gioia perenne e tutto cio` e` accentuato dal fatto che alla fine di ogni paragrafo o capitolo in cui era successa una gioia, Wall termina con frasi che fanno intendere che la gioia si infrangera` malissimo!
Dopo questa lettura credo di amarli ancora piu` di prima. Ho rivalutato Slash che, non so per quale motivo mi e` sempre stato un po` antipatico. E ho amato ancora di piu`, nonostante in tanti lo detestino, quella figura contoversa che e` Axl Rose. Dietro la sua tendenza alla violenza, l'ira repressa, il comportamento dispotico e la mania di controllo che in tanti scambiano per arroganza, si cela una persona molto intelligente e sensibile, con un terribile passato che gli ha creato evidenti (evidentissimi) e gravi problemi psicologici. Lui li ha affrontati male, purtroppo, non ha saputo chiedere aiuto e in tanti ne hanno approfittato. Non lo giustifico, pero` mi ha fatto pena.

Penso che, se si vuole conoscere la vita di qualcuno, la cosa migliore sia ovviamente leggere un'autobiografia, perche` chi puo` parlare meglio di una persona, se non la persona stessa?
Pero` penso che Mick Wall abbia fatto comunque un buon lavoro. Ha ricostruito i fatti con i suoi ricordi e con le interviste fatte agli stessi Guns e a persone molto vicine a loro. Ovviamente non potra` mai essere una storia obiettiva al 100%, un pizzico di visione personale ci sara` sempre, pero` Wall da comunque la possibilita` di sentire tutte le campane e questo lo apprezzo. Mai una volta ho provato la sensazione che tentasse di fare gossip e di gettare una cattiva luce su qualcuno.
Sta poi al lettore riflettere su cio` che ha letto e cercare di capire.

Questa e` stata sicuramente la mia lettura preferita del mese e credo diventera` una delle mie letture preferite dell' intero anno! Il mio voto e` un 5/5 pieno.

P.S. Io ho letto questo libro in inglese. Diciamo che e` comprensibile ma e` un inglese molto “parlato”, pieno zeppo di gergo. Wall riporta infatti molte conversazioni, che sono ovviamente in un inglese con una grammatica fantasiosa :D
Se questo dovesse frenarvi e` dispobile anche la versione italiana.

martedì 10 luglio 2018

"Eleanor Oliphant sta benissimo" di Gail Honeyman - Cosa ne penso?


“Eleanor e` una ragazza di 30 anni molto semplice. La sua vita e` scandita dal suo lavoro come contabile e dai suoi weekend in solitaria, in compagnia della sua pianta, di un bel libro e di qualcosa da bere. Una vita molto tranquilla e ben organizzata, che a Eleanor piace; forse non fara` vita mondana, non sara` l'anima della festa e sul lavoro non socializzera` molto con i colleghi, ma lei e` soddisfatta. Perche` Eleanor sta benissimo cosi!
Ma forse nella vita di Eleanor non va proprio tutto bene come lei crede, e un ruolo molto importante e` svolto dalla madre, che lei sente telefonicamente una volta alla settimana. Eleanor quindi decide di dare una svolta alla sua vita quando, dopo aver visto un bel cantante a un concerto nella sua Glascow, decide che quello e` l'uomo della sua vita e che fara` di tutto per incontrarlo.”




Questo libro e` diventato il caso letterario delle ultime settimane. Dalla sua uscita non ho fatto altro che vederlo ovunque: presentato come un libro rivelazione, capostipite di un nuovo genere; un libro con una protagonista travolgente, spiritosa, che il lettore avrebbe sicuramente amato!
Non si puo` dire che sia il mio genere, ma a me piace ogni tanto leggere qualcosa di diverso. Quello che mi ha convinto, pero`, e` stato il fatto che per la prima volta ho partecipato a un GDL (Gruppo di Lettura) insieme ad altre bookstagrammers. Ho sempre voluto partecipare a un Club del Libro, quindi ne ho approfittato subito per leggere questo libro apparentemente sconvolgente.
Non mi sono informata bene pero` sulla trama (volutamente) perche` volevo leggere senza pregiudizi o aspettative! Ho detto “beh, leggiamo e vediamo come va!”
Diciamo che con il senno di poi ho fatto bene, perche` se avessi dato retta alle voci entusiaste ed entusiastiche forse ne sarei rimasta delusa.

Ci sono alcune cose, infatti, che avevo letto in giro e che poi non ho minimamente ritrovato in questo libro, tanto da avere quasi il dubbio che stessimo parlando dello stesso libro.
Eleanor viene presentata come una ragazza un po` strana, fuori dagli schemi, ma allegra e che alla fine dovrebbe insegnare a star bene con se stessi. La realta` e` che Eleanor e` una persona che apparentemente sta bene con se stessa e con la sua vita, che si ripete in continuazione di star bene ma che in realta`si sta solo ingannando. Fin dall'inizio, mentre Eleanor in prima persona ci racconta la sua vita, intuiamo che c'e` qualcosa che non va. A poco a poco il lettore comprende che Eleanor e` purtroppo una ragazza che da bambina ha subito un terribile trauma e di conseguenza ha vissuto una brutta infanzia; tutto questo l'ha portata a sviluppare una forte asocialita`, si e` completamente isolata dal mondo. Inoltre scopriamo che Eleanor non ha mai conosciuto l'affetto da parte di altre persone, nessuno gliel'ha mai mostrato. Eleanor e` diventata un'adulta che non conosce le elementari forme di socialita`, non sa comportarsi con le altre persone, per lei sono tutti strani e maleducati tranne lei perche` non capisce le convenzioni sociali. E` inoltre depressa e fortemente alcolizzata. E` sola ma non realizza pienamente la sua situazione. Come ulteriore forma di protezione nei confronti del mondo, Eleanor e` molto sarcastica, e questo purtroppo ha creato una prima impressione non troppo bella da parte mia. A piccole dosi il sarcasmo mi piace, ma qui ne e` pieno. I capitoli sono interminabili dialoghi tra lei e noi lettori, in cui lei giudica tutti quelli che incontra, con un livello di sarcasmo esasperante che la fa diventare parecchio irritante.

Purtroppo, il rapporto tra me e Eleanor non e` migliorato con il tempo, e questo mi fa sentire in colpa. Da una parte trovavo fastidioso questo suo modo di fare e l'apoteosi e` stata quando si innamorata del cantante, trasformandosi in un'adolescente che si fa film mentali su questo tizio e arrivando anche a sfiorare lo stalkeraggio. Dall'altra pero` ho provato in tutti i modi a ripetermi che non era colpa di Eleanor. Noi non sappiamo subito cosa e` effettivamente successo, anche se e` abbastanza prevedibile, ma siamo sicuri che sia qualcosa di molto brutto. Nel GDL venivano fatte delle ipotesi, ovviamente, e la maggior parte delle ragazze gia` aveva capito cosa fosse successo a Eleanor molto prima che la verita` venisse a galla.

Questa verita` poi, ahime` viene a galla all'improvviso, decisamente in fretta. Il libro e` diviso in 40 capitoli, di cui 25 sono di puro allungaggio del brodo. Va bene conoscere bene i personaggi, metterci anche qualche situazione buffa, ma a un certo punto non ne potevo piu`! Volevo la svolta!
Nel momento in cui e` arrivata e` stata finalmente interessante ma...molto sbrigativa! Eleanor ha subito qualcosa di molto grave e ha evidenti problemi. Eppure il tutto sembra risolversi in pochissimo tempo. Ecco, non l'ho trovato molto credibile.

Ok, da quello che ho scritto finora sembra che questo libro non mi sia piaciuto, perche` ho parlato solo di difetti :D In realta` ci sono state anche cose che mi sono piaciute e ho tifato perche` Eleanor uscisse da questa situazione, e per questo dobbiamo ringraziare Raymond, il personaggio migliore di questo romanzo. Raymond e` l'unico collega di Eleanor che si accorge di lei, si rende conto che e` strana ma senza giudicarla decide che la trova simpatica, che vuole essere suo amico. E sostanzialmente e` la persona che la salva! Grazie alla sua bonta` d'animo e alle sue premure Eleanor riceve un grossissimo aiuto per combattere i suoi demoni. E Eleanor si merita assolutamente tutto il bene di questo mondo.

In sostanza, ho trovato Eleanor Oliphant sta benissimo una lettura molto carina e leggera, che mi ha piacevolmente allietato le serate e aiutato a inframmezzare altre letture. Purtroppo non sono riuscita a empatizzare completamente con lei, pero` trovo che sia un'ottima lettura estiva. Sono argomenti pesanti, presentati pero` in maniera molto leggera. Non sono sicura che questo sia esattamente l'approccio migliore, quando si parla di certi temi, ma trovo che sia venuto fuori un libro carino. Oltre il voto di 3/5 non posso andare. Godibile, scorrevole, da “ombrellone”.

venerdì 6 luglio 2018

"Dolores Claiborne" di Stephen King - Cosa ne penso?


“La ricca e anziana Vera Donovan e` appena morta e la polizia interroga la sua governante, una residente dell'isola di Little Tall Island, Dolores Claiborne. Tutti infatti sospettano che Dolores abbia a che fare con questa morte, soprattutto perche` in tanti sospettano che la donna abbia gia` un omicidio alle spalle: quello di suo marito, Joe St.George, morto da circa 30 anni a seguito di un “incidente”. In un lungo, lunghissimo monologo che ripercorre tutta la sua vita Dolores ci confessa che si, oh si che ha ucciso suo marito! Ma con la morte di Vera Donovan, assicura, non c'entra proprio niente. Sara` la verita`?”



Esattamente come il titolo ci anticipa, il libro e` interamente dedicato a una protagonista femminile, Dolores. Non ci sono tante figure femminili Kinghiane che mi piacciono, devo essere sincera, ma quando una di queste e` la protagonista allora la mia opinione cambia decisamente! Perche` in questo caso, siano esse figure positive o negative, sono forti, a volte anche un po` pazze ma che prima o poi tirano fuori le unghie. A volte sono vittime di violenze domestiche (e Dolores non e` da meno anche in questo caso) ma prima o poi si riscattano. Sono donne per le quali tifo.

Dolores Claiborne e` una donna molto particolare ma allo stesso tempo anche molto ordinaria. Ha vissuto per tutta la sua vita sull'isola di Little Tall Island, rimasta incinta giovane durante gli anni '60, decide di sposare il suo fidanzato piu` che altro per diventare finalmente indipendente e uscire da una casa che ormai le sta stretta. Realizzera` ben presto di aver commesso un errore, anche se mai si lamentera` di cio`, perche` ormai e` fatta. Suo malgrado si adatta quindi a una vita perennemente al verde, picchiata da un marito ubriacone e fannullone, e costretta a lavorare come cameriera per la ricca Vera Donovan per racimolare i soldi sufficienti a mandare almeno i figli all'universita`. E` una donna semplice, forte, sboccata e impertinente ma non per questo stupida. Anzi e` molto intelligente.
Tutto questo noi lo scopriamo durante il lungo interrogatorio, in cui Dolores, per spiegare il perche` ha effettivamente ucciso il marito e perche` invece non e` responsabile della morte di Vera, ripercorre tutta la sua vita, dai primi anni del matrimonio, al rapporto di amore-odio con la sua datrice di lavoro. Si, perche` Vera non sara` stata per niente una donna semplice e Dolores tante volte ha dichiarato di odiarla ma sotto sotto si volevano bene e si sono aiutate a vicenda.
Dolores, inoltre, ci spiega che e` stata proprio Vera a suggerirle di far fuori il marito, dopo aver scoperto una terribile verita` sul conto di quest'uomo orribile. Dolores, infatti, poteva anche sopportare le sue prepotenze e le sue angherie fin quando a rimetterci era solo lei, ma quello che scopre ci fa inevitablimente tifare per lei, siamo portati a capirla e a giustificarla. Tutta la parte in cui lei ci racconta della sua vita di moglie di Joe St.George e` molto coinvolgente e interessante… e quando si arriva al pozzo si prova anche tanta angoscia! Sembra di essere li con lei sull'orlo, al buio, con una pila in mano, a scrutare giu` per assicurarci che niente risalga.

Ho scoperto che a tante persone questo libro non e` piaciuto non tanto per la storia, ma per lo stile che King ha scelto per raccontarcela. Il libro, infatti e` un unico, interminabile monologo di Dolores. In questo discorso non ci sono altri interlocutori. Noi sappiamo che ci sono altre persone li con lei nella stanza (due poliziotti e una stenografa) perche` Dolores parla con loro, ma noi leggiamo solo le sue risposte.
Inoltre, siccome la storia e` narrata da Dolores, il suo discorso e` pieno di errori, e` una parlata tipica di una persona semplice e non molto istruita e anche questo ha creato dei fastidi a qualche lettore. Io invece ho apprezzato molto questo stile e anche la parlata ignorantella di Dolores non mi e` dispiaciuta, anche perche` credo che fosse un po` forzata da parte sua. Dolores non sara` molto istruita, e` vero, ma e` intelligente e infatti il suo modo di parlare con il tempo si aggiusta. Piu` si va avanti meno errori fa, come se quella dell'ignorante fosse solo una parte che vuole recitare. E` profonda e furba, e questo si nota soprattutto durante il suo interrogatorio con il medico legale, subito dopo la morte di suo marito.

Forse, l'unica cosa che non mi e` piaciuta e` il fatto che, essendo un unico discorso, questo libro e` privo di interruzioni; non un capitolo, non un paragrafo, non una pausa. E questo mi mette un po` in crisi se devo chiudere il libro per andare a farmi i fatti miei :D
Ma per il resto ho adorato questo romanzo e ho adorato questa donna!! Il mio voto e` di 4/5.

p.s. In questo libro e` presente anche un cross-over con il romanzo precedente, Il gioco di Gerald, che io ahime` non ho ancora letto. Non diro` qual'e` ma adesso ovviamente non vedo l'ora di leggerlo, per vedere l'altro “punto di vista”!




giovedì 28 giugno 2018

"Lo strano caso del Dr.Jekyll e Mr.Hyde" di R.L.Stevenson - Cosa ne penso?


“Il Dr. Henry Jekyll e` un dottore molto amato e stimato a Londra e famoso per le sue opere di carita`. Ma da un po` di tempo la sua vita sembra legata a quella di un oscuro signore, Mr Hyde, completamente diverso da Jekyll. Se il primo e` una persona amata, il secondo incute timore, e` malvagio e sembra lasciare a chiunque lo incontri una sgradevole sensazione di disagio e ribrezzo.
All'apparenza due persone opposte, in realta` Jekyll e Hyde sono la stessa persona, frutto di un misterioso esperimento che se all'inizio provochera` la gioia in Jekyll, con il tempo verra` a esigere il suo prezzo.”




Lo strano caso del Dr.Jekyll e Mr. Hyde e` uno di quei classici della letteratura che, anche se non si e` mai letto, si conosce. La doppia figura Jekyll/Hyde e` ormai entrata nell'immaginario collettivo e tutti si immaginano la trasformazione del buon Jekyll in un mostro repellente e pieno di peli, malvagio, che con il primo non ha niente a che fare. Si pensa che le due entita` siano due diverse personalita` scollegate tra di loro, le si immagina in lotta per soppiantare l'altra ma ignare di cosa l'altra pensa e fa.
Come gia` ho ricordato per la figura di Dracula quando a Ottobre lessi questo romanzo, anche nel caso di Jekyll/Hyde, alcuni aspetti del personaggio originale sono stati trasformati con il tempo. E` cosi`, quindi, che nel momento in cui si va a leggere questo racconto (sono poco piu` di 100 pagine), si colgono determinati aspetti del personaggio che sono diversi da quello che crediamo di sapere e si colgono spunti di riflessione che oggi, piu` di 130 anni dopo, sono ancora validi.

Per esempio, non e` vero che Hyde e` un mostro. Sicuramente ha qualcosa di sgradevole che provoca in chi lo incontra un certo disgusto oltre che tanto timore, ma nessuno sa dire di preciso che cosa ci sia cosi terribile nel suo aspetto. Dicono che e` come se avesse delle deformita` anche se guardandolo bene non ne ha di evidenti. E` solo un po` bruttino e bassino.
Inoltre, altro mito da sfatare, le due non sono delle personalita` distinte, ma sono sempre la stessa persona, sono sempre Jekyll. Ogni volta che Jekyll si trasforma in Hyde, sa perfettamente cosa succede, perche` e` sempre lui. Jekyll, come qualsiasi essere umano, ha mille sfaccettature, una parte “buona “ e una piu` corrotta, incline al piacere. Il problema e` che nella societa` pesantemente puritana in cui vive, Jekyll non puo` cedere a questa parte della sua personalita` perche` sarebbe molto sconveniente e ne adrebbe della sua reputazione. Ecco che quindi, quando scopre questa miracolosa pozione frutto di un esperimento segreto, all'inizio e` felice perche` finalmente avra` un alibi per potersi dedicare ai suoi piaceri senza essere scoperto.
Ma se all'inizio Hyde e` piccolo e debole e riesce a trasformarsi dall'uno all'altro utilizzando la pozione, piano piano Hyde diventa piu` forte; ogni volta che e` lasciato libero di sfogarsi lui cresce tanto che iniziera` a presentarsi anche senza pozione. In poco tempo Jekyll si rende conto che la sua parte oscura sta prendendo il sopravvento. E non e` neanche troppo spaventato, perche` questa liberta` e impunita` e` come una droga, crea dipendenza, almeno fino a quando Hyde non si spinge troppo in la, commettendo un orribile delitto. A quel punto, un amareggiato Jekyll capisce che non si puo` sfuggire ne` dalla propria natura ne` dalle proprie azioni.

Ho adorato questo racconto. Per quanto la societa` in cui viviamo sia molto diversa da quella vittoriana, e per tanti aspetti siamo molto piu` liberi, tutt'ora non lo siamo completamente. Il tema dell'uomo che deve reprimersi e quello dell'essere umano non del tutto buono e razionale, ma che nasconde una parte malvagia ed egoista che non esita a uscire fuori a discapito degli altri, sono terribilmente attuali. Stevenson ha scritto una critica sociale sotto forma di bella storia gotica che io adoro. Il mio voto e` di 4.5/5! Adoro i bei classici oscuri! Unica pecca di cui posso lamentarmi e` la brevita`. Avrei davvero voluto vedere questa storia sviluppata piu` nel dettaglio. Ma direi che a questo punto non ci possiamo piu` fare niente :D

mercoledì 27 giugno 2018

"Le quattro casalinghe di Tokyo" di Natsuo Kirino - Cosa ne penso?


“Yayoi, Masako, Kuniko e Yoshie sono quattro donne diverse tra loro per eta` e esperienze personali che pero` hanno legato molto sul posto di lavoro. Tutte e quattro sono casalinghe che di notte vanno a lavorare in una fabbrica di pasti pronti; una volta finito il turno, all'alba, ognuna torna nella propria casa e nella propria vita, fino al turno successivo.
Pero` dopo l'ennesima mattina in cui Yayoi torna a casa e scopre che il marito ha lasciato i figli piccoli da soli per andare a ubriacarsi e a sprecare tutti i loro risparmi in donne e gioco d'azzardo (e soprattutto dopo le ennesime botte), la dolce e remissiva Yayoi non ci vede piu` dalla rabbia e presa da un raptus afferra una cintura e strozza il marito.
A quel punto che farne del corpo? Non puo` costituirsi perche` i suoi bambini rimarrebbero soli; Yayoi decide quindi di chiedere aiuto alle tre colleghe, che si disfano del corpo in modo macabro e preparano un piano con grande lucidita`. Ma qualcosa va storto e da quel momento le quattro donne devono fare i conti con chi cerca in tutti i modi di scoprire la verita` e con chi la verita` l'ha intuita e la usera` per rendere loro la vita impossibile.”




Con questo romanzo di Natsuo Kirino e` finalmente avvenuto il mio primo incontro con la letteratura giapponese. Questo libro mi e` stato caldamente consigliato da una persona che, non appena mi ha raccontato la trama, mi ha fatto venire una voglia matta di acquistarlo! Pero`, c'e` un pero` :D Sia questa persona che la trama scritta sulla copertina stessa sono state un po` ingannevoli. Ora mi spiego meglio!
Innanzitutto mi era stato presentato un libro in cui le protagoniste sono grandi amiche che commettono una cosa ancora piu` atroce del delitto stesso solo in nome della forte amicizia che le lega e inoltre mi era stato dipinto in maniera anche un po` ironica. La stessa impressione sull'amicizia che lega le donne l'ho avuta anche dalla copertina.
Ecco, tutto cio` e` molto lontano dalla realta`! Attenzione, il libro non e` male per niente, e` molto particolare, ma non pensate mai che le quattro casalinghe siano bff!
I temi protagonisti di questo libro sono: violenza sulle donne, omicidio, avidita`, egoismo, prepotenza, cattiveria, sadismo, solitudine, depressione, poverta`, bullismo, il tutto condito da un contorno di prostituzione, usurai e mafia giapponese. Non c'e` mai, in nessuno dei protagonisti, una vita tranquilla, ne` un aspetto positivo del carattere. Sono tutti personaggi oscuri e negativi, casalinghe incluse, che sono ben lontane dall'essere amiche!
Le quattro semplicemente vanno d'accordo sul lavoro, si trovano bene a lavorare insieme, c'e` tra di loro un rapporto di “do ut des”. Quando Yayoi commette l'omicidio, le altre tre non la aiutano minimamente per amicizia o per qualche fantomatico spirito di solidarieta` femminile; una accetta per provare l'emozione del pericolo e del proibito, una per bisogno di soldi, l'altra perche` costretta. E quando il corpo viene scoperto, nonostante il brillante piano di Masako, l'egoismo e la codardia si scatenano, le maschere di circostanza cadono e si ritrovano una contro l'altra.

I personaggi sono tutti negativi, comprese le protagoniste stesse.
La prima e` sicuramente Kuniko. Mi e` capitato molte volte di leggere un libro e pensare “non ho mai trovato un personaggio piu` odioso”, ma questa volta penso che Kuniko batta tutti e stara` sul podio per tanto tempo. Non ho mai provato una voglia cosi` forte di entrare dentro il libro e schiaffeggiare ripetutamente un personaggio dal nervoso che fa venire! Kuniko e` una donna fortemente dipendente dallo shopping, amante delle cose costose e griffate, con le mani piu` bucate di un colabrodo e per questo perennemente indebitata. E` anche molto avida, per colpa di questi debiti va a chiedere prestiti a chiunque, usurai compresi. Inoltre, come se questo non bastasse, e` estremamente infantile, capricciosa, prepotente; e` molto invidiosa, guarda sempre gli altri ed e` gelosa quando vede che qualcuno e` piu` fortunato di lei. Diventa rabbiosa, ma questa rabbia la sfoga solo con chi crede sia piu` debole, per esempio con la passiva Yayoi, mentre di Masako ha molta paura. E` bulla, codarda e bugiarda e ovviamente tutto quello che le va male e` sempre colpa degli altri, mai sua, vittima di ingiustizie.
Per concludere questa bella descrizione, e` estremamente pigra e stupida ed e` per causa sua che il corpo viene scoperto immediatamente. Capite ora il mio risentimento??

Yayoi, la nostra assassina, puo` attirare le nostre simpatie e la nostra pieta` all'inizio. Si fa in quattro per sua famiglia e nonostante questo e` vittima del menefreghismo e degli abusi di suo marito. Purtroppo pero`, il dispiacere per lei mi e` passato ben presto, perche` anche lei e` molto ingenua e infantile; una volta compiuto il fattaccio fa proprio lo scarica barile! Molla il marito alle altre e inizia a fantasticare sul fatto che se ne sia semplicemente andato e che i suoi problemi siano finiti. Il fatto di non partecipare attivamente alla rimozione del cadavere non le fa capire veramente la gravita` del suo gesto ne` il pasticcio nel quale ha ficcato lei e le sue compagne. E` spensierata la poverina..beata lei!

Forse le due che mi sono piaciute leggermente di piu` sono Yoshie e Masako. Yoshie mi ha fatto molta pena. E` la piu` grande del gruppo, e` una vedova, una donna buona che putroppo si fa tiranneggiare dalla suocera invalida e dalle due figlie capricciose, avide, maleducate e str…. All'ennesima potenza! Questo la porta a essere molto debole e ad affidarsi costantemente a Masako.

Masako e` il cervello del gruppo; quella con la mente fredda, che non si fa prendere dal panico. In realta` anche lei non se la passa bene in famiglia! E` miracolosamente l'unica a non avere problemi economici ma, per quanto viva con marito e figlio adolescente ormai i tre non si parlano neanche piu`. Ciascuno vive ormai isolato, nel suo mondo di risentimento e di depressione. Per tanto tempo Masako non capisce perche` ha accettato di aiutare Yayoi, visto che non si considerano amiche, ma in realta` il motivo e` proprio la sua estrema solitudine e apatia.

Anche tutti gli altri personaggi di contorno, poi, sono delle vere schifezze umane! Dall'usuraio allo psicopatico finale! Che angoscia!! L'unico che si salva e` forse il povero immigrato giappo/brasiliano.

Masako e` stata la mia preferita fino alla fine.
In realta`, nonostante il libro trasudi negativita` e dia un po` di amarezza, tutta la storia mi e` piaciuta fino alla fine. Poi, nelle ultime pagine il WTF ha aleggiato nella mia mente per ore. Per i miei gusti e per come mi immaginavo l'epilogo, il finale ` stato abbastanza No Sense, e il tutto e` avvenuto in poche pagine. Posso anche capire la motivazione che la scrittrice ne ha dato ma non la condivido e questo mi ha fatto rivalutare un po` negativamente Masako. Ovviamente pero` questo e` solo un gusto personale. Non e` un brutto finale, come non e` un brutto romanzo, anzi!
Io lo consiglio, perche` e` una storia affascinante e ben scritta ma dovete avere ben chiaro che non avrete una gioia da nessuno :D Il mio voto e` di 3.8/5.


sabato 23 giugno 2018

"Ritratto in seppia" di Isabel Allende - Cosa ne penso?


“Eliza Sommers e Tao Chi'en, protagonisti di La figlia della fortuna, sono ormai adulti, sono sposati e hanno avuto due figli: il tarchiato e simpatico Lucky, molto fiero delle sue origini cinesi e Lynn, bellissima ma molto ingenua. Proprio la bellezza di Lynn, che normalmente dovrebbe essere un pregio, finira` per essere la sua condanna; da Lynn nascera` Aurora, destinata ben presto a conoscere la felicita` ma anche i lutti. In questo romanzo, a parlare con il lettore e` proprio Aurora, che ci raccontera` la sua vita, prima in seno alla famiglia materna e poi tra le braccia dell'anticonformista nonna paterna, la mitica Paulina del Valle.
Grazie al racconto della propria vita, Aurora ci regala uno sguardo sulla vita politica e sociale del Cile della fine del XIX secolo e ci permette di salutare alcuni vecchi amici e di conoscerne di nuovi, che saranno importanti non solo per questo romanzo ma anche per quello che verra`.”





<Scrivo per sciogliere gli antichi segreti della mia infanzia, definire la mia identita` e creare la mia leggenda. Alla fine, l'unica cosa a cui possiamo attingere a piene mani e` la memoria che abbiamo intessuto. Ognuno sceglie la tonalita` con cui raccontare la propria storia; a me piacerebbe scegliere la chiarezza durevole di una stampa su platino, ma niente nel mio destino possiede tale luminoso requisito. Vivo tra gradazioni sfumate, velati misteri, incertezze; la tonalita` con cui raccontare la mia vita si accorda meglio a quello di un ritratto in seppia...>

Ritratto in seppia e` l'ultimo di questa ideale saga familiare pubblicato dalla Allende, ma seguendo l'ordine cronologico della narrazione (ordine che deve essere seguito se si vuole capire bene le dinamiche familiari e il contesto storico) questo romanzo e` il secondo.
Se in La figlia della fortuna avevamo come protagonisti dei giovanissimi Eliza Sommers e Tao Chi'en, in questo volume li ritroviamo ormai adulti, genitori di due ragazzi. La storia quindi prosegue e la vita va avanti.

La narratrice e` Aurora, nipote di Eliza e di Paulina del Valle. Aurora inizia a raccontare la sua storia partendo dal 1862, qualche tempo prima della sua nascita. Per capire bene la sua vita e il contesto in cui e` cresciuta deve prima raccontarci i fatti che hanno portato alla sua nascita.
Sua madre, Lynn Sommers, e` una ragazza di una bellezza rara, ma come ammette lei stessa anche parecchio ingenua, viziata e perennemente immersa in un mondo tutto suo. Fa la modella, attentamente sorvegliata dalla madre Eliza e vive tra i romanzi rosa che legge, in attesa del classico principe sul cavallo bianco e dell'amore travolgente. Purtroppo incontrera` un gruppo di uomini che approfitteranno della sua innocenza, tra cui Matias del Valle, figlio di Paulina. Questa e` una scena fastidiosa; nonostante Lynn sia abbastanza stupida da essere quasi irritante, una cosa del genere non se la merita. La cosa piu` triste, comunque, e` che e` talmente ingenua (direi piu` testolina vuota) da non rendersi conto di quello che le sta succedendo. Lei si innamora ciecamente di Matias, che ovviamente la mette incinta al primo colpo per poi scappare in Europa per anni e lei fino alla fine vivra` nella convinzione che il suo sia un grande amore.
Per fortuna sua figlia Aurora si rivelera` molto piu` accorta della mamma!

A quel punto entra in scena Aurora e la parte piu` interessante del romanzo. Dopo i primi 5 anni di vita trascorsi con la famiglia materna, un giorno una Eliza ormai vedova si presenta a casa di Paulina, lasciandole questa nipotina che hanno in comune. Aurora era felice con la famiglia materna, ma questa si rivelera` la scelta piu` giusta. Grazie alla nonna paterna, autoritaria, poco incline ai sentimentalismi, abituata a comandare, ma anche estremamente potente e anche molto spiritosa, Aurora avra` l'opportunita` di crescere in un ambiente ricco e moderno. Oltre a Paulina, avra` altre due guide femminili molto importanti: Nivea del Valle e la maestra Matilde Pineda; entrambe infatti hanno idee fortemente progressiste, rivoluzionarie, sono due femministe molto combattive che insegneranno ad Aurora a ragionare con la propria testa e a diventare indipendente.
E` vero che Aurora ci racconta la propria vita, ma non lo fa mai mettendosi al centro del racconto. La sua biografia risulta una sorta di pretesto per raccontarci tutto quelllo che le sta attorno. Grazie a lei accompagnamo Severo in guerra, ripercorrendone le atrocita`; respiriamo l'aria opprimente della dittatura e quella della rivoluzione civile; e infine abbiamo l'opportunita` di chiudere il cerchio con i vecchi protagonisti e di aprirne un altro con i nuovi. In particolare, Severo e Nivea del Valle sono importanti perche` tra i 15 figli che metteranno al mondo ci sara` anche Clara (La casa degli spiriti vi dice niente?).

Insomma, mi e` piaciuto questo romanzo? Dico solo una cosa. Io non sono una persona che piange per un libro o per un film, mai. Per questo l'ho fatto. Nel finale abbiamo un ultimo incontro con Eliza, e mi sono immedesimata talmente tanto in lei che mi sono commossa.
Pur avendolo gia` letto, non me lo ricordavo assolutamente, e mi chiedo per quale motivo! Se La figlia della fortuna tutto sommato mi era piaciuto, questo l'ho adorato!! E` stata una bellissima lettura!! Il mio voto e` di 4/5 e lo consiglio tanto! Ovviamente letto nell'ordine giusto, eh, mi raccomando!

martedì 19 giugno 2018

"Il silenzio degli innocenti" di Thoman Harris - Cosa ne penso?


“Clarice Starling e` una giovane e preparata recluta dell'accademia dell'FBI che conduce una vita tra lezioni, esercitazioni al poligono e studio, quando viene improvvisamente chiamata dal caposezione di Scienze del Comportamento Jack Crawford. Clarice sa che la sezione e Crawford stesso sono sotto pressione per il caso di Buffalo Bill, un serial killer che rapisce, uccide e scuoia giovani ragazze apparentemente senza nessuno schema, e rimarra` molto sorpresa quando le verra` chiesto di recarsi al manicomio gestito dal viscido Chilton per andare a interrogare il dottor Hannibal Lecter, psichiatra arrestato per aver ucciso e mangiato le sue vittime. Ufficialmente e` un interrogatorio di routine, ma in realta` Crawford spera che Lecter aiuti l'FBI nella caccia a Buffalo Bill. Il lavoro non e` semplice, perche` il dottor Lecter si rifiuta di parlare con chiunque e inoltre e` molto pericoloso, ma inspiegabilmente si interessa a Clarice al punto da iniziare a parlare solo con lei. Accettera` di aiutare l'FBI solo se Clarice rispondera` alle sue domande, decisamente molto personali. La caccia a Buffalo Bill e` dunque aperta.”
 


Il silenzio degli innocenti e` un romanzo del 1988 in cui ritroviamo per la seconda volta il dottor cannibale Hannibal Lecter. Il primo, infatti, e` stato Il delitto della terza luna (o Red Dragon), pubblicato nel 1981. Tra i due, comunque, quello che sicuramente ha avuto piu` successo e` stato proprio il libro oggetto di questo commento, grazie al film omonimo del 1991 interpretato da Anthony Hopkins e Jodie Foster e vincitore di ben 5 premi Oscar. Chi non ha mai visto anche solo un'immagine dell'inquietante Hopkins con la sua maschera di pelle??

Hannibal Lecter e` stato catturato nel romanzo Red Dragon; qui lo ritroviamo in manicomio, in una cella di isolamento, controllato a vista, imprigionato con una sicurezza e una sorveglianza da far impressione. Questo perche` le sue gesta sono ancora ben impresse nella mente di tutti, si sa che nonostante tutte queste precauzioni Hannibal e` ancora molto pericoloso e astuto e non bisogna mai abbassare la guardia. Allo stesso tempo, pero`, la sua bravura e` ancora riconosciuta a livello mondiale e gli viene permesso di continuare a pubblicare articoli su riviste prestigiose e di aiutare giovani psichiatri per le tesi. E` in queste circostanze che Clarice lo incontra per la prima volta.
Hannibal si rifiuta di parlare, ma in Clarice vede qualcosa di affascinante e a modo suo decide di dare dei piccoli indizi. Ovviamente non lo fa per bonta` d'animo, non si deve mai pensare che Lecter abbia un cuore, che abbia un anima.
E infatti, appena qualcuno abbassa la guardia per ambizioni personali (sto parlando dello stupidissimo, viscidissimo, idiotissimo, odiosissimo Chilton), Lecter ne approfitta per fuggire, scatenando un gran casino!

Ecco, la parte piu` interessante del libro per me e` stata questa: i colloqui tra Clarice e Hannibal e Hannibal stesso. Non per niente e` il mio personaggio psicopatico preferito!
La storia principale del romanzo e` il classico thriller in cui l'FBI da la caccia a un serial killer, e in cui alla corsa contro il tempo per trovare la nuova vittima si intrecciano problemi politici, persone ottuse ma di potere che al grido di “facciamo come dico io perche` comando io” commetteranno lo stupido errore che portera` alla fuga di Lecter e mettera` a repentaglio la vita della vittima. Dico problemi politi perche` la nuova vittima, Catherine Martin e` la figlia della senatrice Martin, una donna di solito intelligente e comprensiva, ma che nel momento in cui le rapiscono la figlia agisce presa dall'ansia e senza rendersi conto di fare piu` danni che altro. Ovviamente non la si puo` colpevolizzare piu` di tanto, perche` sfido chiunque a mantenere il sangue freddo in una situazione del genere, ma purtroppo viene consigliata male da quelli che la circondano, spinti dall'ambizione (si, mi riferisco ancora al dottor Chilton).

Anche se comunque gli elementi sono quelli di un classico thriller, Harris e` stato bravissimo a non cadere nel banale e nel noioso! Soprattutto dalla meta` del libro in poi, quando incontriamo Buffalo Bill, la tensione e` sempre alle stelle. Harris e` stato capace di creare, dopo il magnifico Lecter, un altro assassino con gravi turbe mentali ma affascinante, da brividi.
Ho apprezzato molto anche Clarice Starling; di solito in queti romanzi non simpatizzo quasi mai con chi conduce le indagini perche` hanno sempre la capacita` di irritarmi. Questo Clarice non lo fa mai! E` giovane, ambiziosa ma riesce sempre a tenere i nervi saldi e a non commettere scemenze. Qui il vero stupido e` un altro (si, ancora lui), ma qualcosa mi dice che avra` quel che merita :D Quando Lecter fugge, e` cosi` gentile da mandare una letterina a Chilton dicendogli che andra` a fargli una visitina prima o poi :D

Se siete affascinati dal genere, dai serial killer e dagli psycho davvero costruiti bene, Il silenzio degli innocenti fa per voi. Il mio consiglio e` quello di leggere prima Red Dragon, perche` si fanno molti riferimenti alle vicende di quel romanzo, compreso un certo Will Graham… io l'ho letto anni fa e posso dire che mi era piaciuto ancora piu` di questo e di Hannibal, il terzo volume dedicato a Lecter.
E poi, gia` che ci siete, uno sguardo anche al film non guasterebbe :D Infatti, per quanto anche l'Hannibal Lecter interpretato da Mads Mikkelsen nella serie tv Hannibal non mi sia dispiaciuto, il vero,unico e inimitabile Hannibal the Cannibal e` solo Anthony Hopkins!
Voto per questo libro: 4/5!