domenica 7 ottobre 2018

"L'Esorcista" di William Peter Blatty - Cosa ne penso?


“Padre Karras e` un gesuita e psichiatra che sta vivendo una crisi personale e di fede molto importante: non e` piu` sicuro di credere in Dio e in tutto cio` a cui ha consacrato la sua vita, non si sente piu` in grado di assistere i suoi confratelli. Un giorno viene contattato da Chris McNeal, la famosa stella di Hollywood; la donna e` disperata, cerca aiuto per la sua bambina. Dopo averla portata da vari medici e psichiatri, infatti, nessuno e` ancora riuscito a curare le gravi crisi di cui la bambina e` vittima e l'atea Chris e` sempre piu` convinta che la vera ragione della malattia della figlia sia un'altra: un demone molto potente ha preso il controllo del corpo di Regan e solo un prete puo` aiutarle a questo punto.”




L'esorcista e` il romanzo best seller di William Peter Blatty pubblicato nel 1971 dal quale e` stato tratto nel 1973 il famoso film diretto da William Friedkin. E` uno dei film horror piu` famosi e piu` visti di tutti i tempi, che ancora oggi e` rimasto impresso nella mente di molti, la mia compresa. Per me il “film dell'Esorcista” e` una tradizione di Halloween da quando avevo circa 13 anni e quindi per quest'anno ho deciso di recuperare la lettura del romanzo, che non avevo ancora letto.

Il libro e` diviso in quattro parti e ogni parte inizia con un evento o un episodio di svolta per l'intera storia. Nella prima parte facciamo la conoscenza dei protagonisti: il libro si apre con la descrizione di un misterioso prete impegnato in degli scavi archeologici in Iraq. Il prete capisce che e` arrivato il momento di tornare a casa per affrontare nuovamente un suo vecchio nemico. Abbiamo appena conosciuto padre Merrin, anche se non viene ancora nominato e la sua presentazione e` misteriosa e quasi mistica.
Poi vengono gli altri protagonisti, che ci vengono presentati nella loro quotidianita`. Per primo abbiamo padre Karras, un prete gesuita di umili origini e psichiatra, consulente psicologico della comunita` di gesuiti di cui fa parte. Il suo compito e` quello di dare assistenza psicologica ai preti che attraversano un periodo difficile, che hanno qualche problema o dubbio personale ma ultimamente padre Karras sente di non poter piu` ricoprire quel ruolo. Sta egli stesso affrontando una dura crisi personale, non ha piu` fede in Dio, non ha piu` la pazienza di sentire i problemi degli altri. In piu` e` sempre piu` schiacciato dal senso di colpa nei confronti della madre, che sente di aver abbandonato. Questa sua situazione psicologica e` molto importante per lo sviluppo del romanzo in quanto e` proprio a causa di questa crisi che padre Karras sara` restio ad accettare la situazione di Regan.
Per ultime ci vengono presentate le McNeil. Chris e` una famosa attrice di Hollywood, che si trova a Washington per girare un nuovo film e abita proprio davanti al campus dei gesuiti; con lei abitano due domestici, la sua segretaria e sua figlia, una dolce undicenne di nome Regan. La vita delle McNeil procede abbastanza serena fino a quando Regan inizia a giocare con una tavoletta Ouija portata a casa proprio da Chris, che essendo atea non crede ai misteriosi poteri della tavola, percio` non si mette problemi nel vedere che la figlia gioca e parla con un amico immaginario, il capitano Howdy.

Le cose pero` cambiano quando nella casa iniziano a verificarsi degli eventi strani, che culminano con odori sgradevoli, rumori in soffitta, letti che si muovono e il cambiamento del capitano Howdy che da gentile diventa violento. Regan viene portata da diversi medici che prima cercano delle cause fisiche nel cervello di Regan e poi ripiegano sulla malattia mentale; ma le crisi di Regan non migliorano affatto, degenerano fino a portarla a diventare quella “cosa” che per chi ha visto il film e` familiare. Tutti abbiamo in mente l'immagine della “bambina dell'Esorcista”.
A quel punto Chris, pur essendo atea convinta, e` la prima a capire che la causa di tutto e` un'altra e che Regan non ha bisogno di medici ma di un prete. Si rivolge a questo punto a padre Karras, che pero`ci mette molto tempo ad accettare la verita` dei fatti. Padre Karras sa nel profondo che Chris ha ragione ma non vuole ammetterlo; non crede piu`, non ha piu` fede e si aggrappa con tutte le sue forze alla razionalita`, alla scienza, alla medicina, fino a quando si arriva a un punto in cui anche le sue resistenze vengono abbattutte. Non ci sono piu` dubbi ormai, quella cosa nella cameretta non e` Regan e c'e` bisogno di un esorcismo.
La quarta e ultima parte del libro vede l'ingresso in scena di padre Merrin, il famoso esorcista arrivato dall'Iraq per affrontare il suo nemico, proprio il potente demone che ha preso il controllo di Regan. Ora non vado avanti, perche` chi ha visto il film sa gia` come finira` questo scontro e per chi non conosce la storia non voglio rovinare il finale.

Quello che posso dire e` che questo romanzo e` fenomenale. E` uno dei romanzi Horror per eccellenza, mette angoscia, rabbia, paura. Il lettore ovviamente sa quale sia il vero problema di Regan e mette molta rabbia vedere la sofferenza di questa bambina che non viene capita dai medici, che viene bollata come semplice isteria o malattia mentale. D'altra parte bisogna anche pensare che il comportamento dei medici e` normale; se questo accadesse nella vita reale penso che in pochi correrebbero subito dall'esorcista, ma la maggior parte di noi cercherebbe una spiegazione piu` naturale. Mette comunque tanta angoscia leggere il senso di impotenza e disperazione di Chris, una madre che vede soffrire fisicamente la figlia e non riesce a darle conforto ma allo stesso tempo e` da ammirare perche` e` l'unica che mette da parte le sue convinzioni e accetta una spiegazione assurda ma potenzialmente l'unica che potrebbe salvare la bambina. E` grazie alla sua cocciutaggine che padre Karras, alla fine, si convince.

Questo e` un romanzo Horror con la maiuscola anche perche` a parer mio parla di uno dei soggetti che piu` possono mettere terrore nell'uomo. Ci sono tante cose che fanno piu` o meno paura, ma il tema della possessione e dell'esorcismo e` qualcosa di destabilizzante. Io personalmente riesco a sopportare tutto ma questo, pur non essendo una fervida credente, mi mette veramente a disagio. Perche` l'uomo viene messo di fronte al Male vero, quello che distrugge mentalmente e fisicamente; e` una vera e propria tortura e l'uomo e` quasi completamente inerme. Non c'e` quasi speranza di fronte a questo Male, e in questo libro l'autore non risparmia certo i dettagli.


Se siete quindi in cerca di un libro horror a tema con il periodo, che sia davvero spaventoso L'Esorcista fa al caso vostro. Ripeto, io di solito sono abbastanza immune di fronte a cose horror, ma con questo libro per la prima volta mi sono rifiutata di andare avanti con la lettura notturna. Il primo giorno ho letto una decina di pagine e poi ho chiuso perche` sapevo che se fossi andata oltre non avrei chiuso occhio. E una delle cose che mi stupisce di piu` e` il fatto che chi ha scritto questo e` una persona che prima di questo romanzo scriveva libri comici! William Peter Blatty era infatti uno scrittore e sceneggiatore di programmi televisivi di comicita`. Appero`!
Il mio voto per questo libro e` sicuramente 5/5!!

giovedì 4 ottobre 2018

"L'incubo di Hill House" di Shirley Jackson - Cosa ne penso?


“Da ottant'anni la residenza di Hill House e` motivo di paura presso gli abitanti di Hillsdale tanto che non viene mai nominata. E` una casa strana, oscura e tetra, al centro di molti pettegolezzi; nessuno sa con certezza che cosa succeda li dentro ma di sicuro e` una casa che mette i brividi a prima vista.
Per questo motivo il professor John Montague, antropologo con la passione per il paranormale, decide di mettere su una squadra di volontari con i quali passare qualche giorno (e notte) a Hill House: l'obiettivo e` quello di registrare in maniera scientifica tutti gli eventi paranormali che potranno verificarsi in modo da spiegarli al mondo. E cosi il professor Montague accompagnato da Luke, futuro erede della casa, Theodora e dalla timida Eleanor partiranno per questa strana spedizione ignorando quello che la casa ha in serbo per loro.”




Se siete amanti del genere horror, gotico o se siete incuriositi da queste storie non potete farvi sfuggire un romanzo di Shirley Jackson. Io fino a questo momento l'avevo fatto e me ne pento!
Perche` la Jackson e` cosi importante? Perche` e` una vera e propria rappresentante del genere e una delle pioniere del tema “casa infestata”. Quante volte abbiamo visto dei film in cui un gruppo di infelici si avventura in una casa dalla oscura reputazione? Ebbene, molti di quei film devono la loro esistenza a questo libro.
I romanzi della Jackson sono tra i preferiti di Stephen King ai quali pure lui si e` ispirato, e ora che ho iniziato a conoscerla capisco il perche`.

In effetti, cercando tra le tante recensioni online e sentendo di persona l'opinione di altri “bookstagrammers” su Instagram, quasi tutti hanno la stessa opinione su questo romanzo: la scrittura della Jackson e` eccellente, il libro parte alla grande ma il finale e` un po` deludente. Le cose che meno convincono in generale sono: i personaggi non tanto simpatici, i dialoghi a volte incomprensibili e il finale, che sembra manchi in qualche cosa, non troppo convincente. In tanti si aspettano piu` azione, qualche spiegazione o qualche brivido in piu`. In effetti la Jackson ci lascia con molti punti interrogativi ma, se per tante persone le cose che ho appena scritto sono state dei difetti a me sono piaciute tantissimo.

Partiamo dai personaggi. E` impossibile non provare simpatia per il professor Montague; si potrebbe pensare che sia un ciarlatano ma in realta` non e` cosi. Lui crede fermamente nel paranormale e nella possibilita` di darne una spiegazione scientifica. Si capisce che nonostante faccia un buon lavoro sia comunque conosciuto e preso in giro dai suoi colleghi per questa sua passione vista come una stramberia e mi fa tenerezza pensare alla tenacia con la quale sogna di dire al mondo “avevo ragione io, i fantasmi esistono”. Una volta poi che conosceremo sua moglie sono sicura che tutti i lettori, nessuno escluso, proveranno un'infinita pena per quello che quest'uomo e` costretto a sopportare. La non troppo squisita signora Montague, infatti, e` una aspirante medium convinta di essere una grande esperta del tema. Saccente, maleducata con tutti, ovviamente non capira` mai in cosa si e` cacciata e ha anche la fortuna di non assistere mai ai reali eventi spaventosi che la casa riserva solo al gruppo di cacciatori di fantasmi originali. La “signora”, anzi, non capisce neanche in quale pericoli va a cacciarsi tutta presa dal fatto che i fantasmi sono solo in cerca d'amore e di conforto. E` una persona che ha molta simpatia e compassione per i defunti ma e` una vera st….. con i vivi, soprattutto con suo marito, un santo che la sopporta!
Nessuno dei protagonisti in realta` e` veramente un personaggio positivo: Luke e` descritto come uno scansafatiche ladruncolo, in attesa che la zia schiatti per poter avere la sua eredita` mentre Theodora non si capisce mai bene come sia veramente. Questo perche` noi lettori vediamo i due ragazzi attraverso gli occhi di Eleanor. E` lei che ce li descrive, in base alle sensazioni che le danno, peccato che non sono mai le stesse! Soprattutto nei confronti di Theodora, Eleanor ha sentimenti decisamente contrastanti: un minuto prima la adora, il minuto dopo la odia; un momento Theo e` la persona piu` buona del mondo, in quello dopo e` cattiva e meschina. Perche` questi cambiamenti? Perche` Eleanor e` una persona altamente instabile. Ha trent'anni e per piu` di dieci e` stata la badante della madre, gravemente malata. Non ha amici, non ha un lavoro, non ha una sua vita e in piu` e` tiranneggiata dalla sorella che si e` tirata presto fuori da quella situazione sposandosi e lasciando tutto il peso sulle spalle di Eleanor.
Mi ha fatto molta tenerezza quando, dopo aver deciso di unirsi alla comitiva di Hill House, per la prima volta prende in mano la sua vita e ruba l'auto alla sorella per poter raggiungere Hillsdale. La seguiamo nel viaggio in macchina, durante il quale lei attraversa paesi e fantastica su come sarebbe potuta essere la sua vita se fosse vissuta in quella casa con le statue dei due leoni, in quel giardino… Per la prima volta in vita sua e` libera e puo` fare quello che vuole. Pero`, come dicevo, la sua personalita` e` ormai danneggiata, disturbata, e questo la casa lo percepisce immediatamente decidendo di farne di Eleanor la sua vittima preferita.
L'ultimo personaggio del romanzo, e ` infatti Hill House. La casa ha una sua personalita`, sembra quasi che abbia un suo cervello, che pensi: Individua la piu` fragile del gruppo e decide di farne un bersaglio, di tormentarla, di puntare sul suo senso di colpa.

E qui ci si puo` collegare al senso di insoddisfazione che a volte questo romanzo lascia. Si perche` se vi aspettate grandi colpi di scena, o una spiegazione di cio` che avviene nella casa allora rimarrete delusi. Ma questo non vuol dire che la tensione non sia sempre alle stelle. La storia che la casa ha alle spalle viene narrata ed e` una storia da brividi, e le manifestazioni ci sono, oscure e inquietanti. La casa e` malvagia, e` la bocca dell'inferno, e questo si percepisce in tutta la lettura. E` la casa che vince alla fine. Ma non c'e` una vera e propria conclusione e questo a me e` piaciuto molto, perche` se la Jackson fosse andata oltre con le descrizioni, da romanzo inquietante si sarebbe trasformato in classico romanzetto dell'orrore. Rimanendo cosi, sul vago, lascia al lettore la libera interpretazione e ho trovato questo modo di scrivere molto elegante.

La scrittura e` fantastica. Scorrevole, per nulla pesante, ma in grado di creare l'atmosfera in maniera eccellente. Per tutta la lettura si avverte un senso di opprimente inquietudine.
Sono d'accordo in parte per i dialoghi, e` vero, a volte sono senza senso perche` ci sono piu` persone che parlano contemporaneamente, di cose diverse. A volte uno dei protagonisti inizia a vaneggiare, ma questo per me crea un senso di smarrimento assolutamente voluto dalla scrittrice.
Non ho mai perso l'attenzione e se da una parte ne avrei voluto ancora, dall'altra sono soddisfatta di come il romanzo e` terminato. E` un crescendo di follia stimolata dalla casa, che arriva al culmine...e poi finisce, di botto.

A me e` piaciuto veramente tanto, sicuramente ora voglio recuperare tutti i suoi romanzi!!
Il mio voto e` assolutamente un 5 pieno. Consigliatissimo soprattutto per il periodo di Ottobre o in generale in quelle serate di freddo e pioggia.  

sabato 29 settembre 2018

"Lemegeton. Dal profondo" di Andrea Mariani - Cosa ne penso?


“Scozia, 1801. I ricchi coniugi Stewart of Appin trovano sulla porta di casa due neonati abbandonati e, non avendo figli, decidono di adottarli. Samuel e Riyo crescono felici insieme ai due amici Malcom e Juliette Rose ma da subito capiscono di essere diversi dagli altri: non si ammalano mai, non si feriscono e sono in grado di vedere presenze che si manifestano solo a loro; decidono pero` di non far parola con nessuno di questa loro particolarita` per continuare a vivere serenamente.
Purtroppo, una volta adulti i loro genitori e i genitori dei gemelli Rose vengono brutalmente assassinati e i ragazzi scoprono ben presto che gli autori del gesto sono dei misteriosi individui appartenenti a una setta che incute negli abitanti di Londra un timore cosi` grande da non riuscire a pronunciarne neanche il nome. E questa setta sta cercando proprio Samuel e Riyo.
Tra atmosfere cupe, fantasmi, vampiri e sette oscure, in questo primo romanzo vengono gettate le basi per una saga gotica dal sapore squisitamente soprannaturale.”



Lemegeton – Dal profondo e` il primo romanzo di una saga gotica/sovrannaturale e il romanzo d'esordio per l'autore milanese Andrea Mariani, edito da ABEditore. Io adoro il genere, adoro i lavori della casa editrice e quindi potevo farmi sfuggire questo romanzo? Ovviamente no!

Il romanzo inizia in maniera davvero eccellente. Nelle prime pagine e` uno dei protagonisti a parlarci in prima persona e a raccontarci dove si trova in quel momento (ossia nascosto nella stiva di una nave) e come e` riuscito a intrufolarsi li dentro e questa prima parte e` descritta cosi bene che mi ha catturata immediatamente; non ero piu` a casa mia ma mi sembrava davvero di trovarmi nel porto di Londra, nell'800, e di sentire l'odore del mare, altri odori meno gradevoli, le voci dei marinai. E questo e` il primo punto a favore per il romanzo, le descrizioni. In un paio di occasioni ammetto di averle trovate un pochino frettolose, ma nella maggior parte dei casi sono scritte davvero bene, in maniera scorrevole ma non per questo superficiale.
Anche l'atmosfera e` resa molto bene. Le vicende dei protagonisti sono avvolte nel mistero, c'e` del thriller, del paranormale quindi si deve provare suspence, attesa. Per tutta la durata della lettura nella mia mente era perennemente notte, oppure c'era la pioggia, il freddo, percepivo la nebbia e il grigio del cielo e questa e` l'atmosfera perfetta sia per il genere letterario che per la storia e trovo che l'autore abbia saputo trasmettermi molto bene queste sensazioni.

Per quanto riguarda i personaggi, trovo che siano stati descritti bene, ognuno dei protagonisti ha la sua personalita` facilmente distinguibile, quindi non abbiamo personaggi banali o che si dimenticano. E` comunque presto, almeno per me, farmi un'idea su di loro. Se dovessi scegliere un mio preferito opterei per Riyo perche` la sua cupezza e il suo essere introverso me lo rendono affine, mi ci ritrovo di piu`. Ma siamo solo all'inizio! Per ora abbiamo fatto conoscenza con i protagonisti principali, abbiamo saputo qualcosa della loro storia passata, ma e` tutta una introduzione, una preparazione a tutto cio` che avverra` nei prossimi libri della saga, dove mi auguro che succeda davvero di tutto! Mi e` piaciuto particolarmente il “cattivo”, questo essere misterioso, dalla parlata strana, decisamente inquietante. Voglio sapere di piu` su di lui!
In qualche altra recensione ho letto che i personaggi sono innovativi, mai visti prima. Non sono molto d'accordo con questa opinione ma solo perche` dipende dal genere letterario al quale si e` abituati. Per me che leggo e guardo film e telefilm di questo genere da sempre, non sono personaggi o situazioni nuovissime, ma non per questo li ho trovati scontati. Diciamo che mi sono sentita a mio agio tra trasformazioni demoniache, sette pseudosataniche, apparizioni di fantasmi e accenni a vampiri. La cosa importante e` che l'autore sappia in futuro usare questi elementi in maniera intelligente, perche` cadere nel banale e` un attimo e qualcosa di pericoloso per il romanzo.
Ma sento di potermi fidare dell'autore, ho trovato davvero delle buone basi e con qualche accorgimento sono sicura che ce la fara`!

Se quindi ho trovato un inizio travolgente e un finale che mi ha lasciata curiosa come una faina, ci sono alcune cose che non mi hanno convinta ma non so bene se la “colpa” (parolone eh) sia dell'autore o dell'impaginazione. Mi spiego. Capita in alcuni capitoli che ci sia piu` di un protagonista, con cambi di scena e di azione. Questi cambi non sono sempre netti e ben chiari e quindi un paio di volte mi sono trovata a capire dopo qualche riga che il protagonista della scena era un altro personaggio, con un pochino di destabilizzazione nella lettura. Niente di sconvolgente e qualcosa di assolutamente correggibile per il futuro :)

Ultima menzione, come sempre per l'edizione. Grafica, copertina e illustrazioni meravigliose! Le illustrazioni sono troppo poche. Mi piacciono talmente tanto che le incornicerei se potessi!

Quindi, per me un buonissimo esordio per Andrea Mariani. Ha messo in tavola tante carte e sono curiosissima di sapere cosa e` successo a Riyo, chi e` il malvagio, chi sono in realta` i due ragazzi, insomma tutto! Voglio sapere tutto! A quando il prossimo volume?!?!



venerdì 28 settembre 2018

"I pilastri della terra" di Ken Follett - Cosa ne penso?


“Inghilterra, 1135. Tom il Costruttore dirige l'edificazione della nuova dimora di William Hamleigh e della sua futura sposa, la figlia del conte di Shiring; inaspettatamente pero`, la ragazza rifiuta il matrimonio e Tom si ritrova cosi` senza lavoro a vagare con la sua famiglia in cerca di un nuovo cantiere. Tom ne approfitta per cercare di dare vita al suo sogno, diventare il mastro costruttore di una cattedrale. Purtroppo passeranno molti mesi di poverta` e di stenti, prima di trovare nel monastero di Kingsbridge e nel suo nuovo priore Philip, la luce in fondo al tunnel.
Attorno alla costruzione della nuova e innovativa cattedrale di Kingsbridge si avvicenderanno dal quel momento le avventure dei protagonisti tra intrighi, cospirazioni, storie d'amore e un mistero che avvolgera` la morte di un cantastorie e che nascondera` per molti anni un complotto importante per la vita di tutta l'Inghilterra.”



Come spesso mi sta capitando in questo anno, anche la lettura di questo romanzo in realta` non e` stata una prima volta; io e I pilastri della terra ci siamo gia` incontrati piu` di dieci anni fa ma non ricordavo assolutamente niente della storia, tranne il fatto che c'entrava una cattedrale e che mi era piaciuto da morire. Era quindi giunto il momento di procurarmi la mia copia e affrontare il mattone!

L'intero libro e le vicende dei protagonisti ruotano tutte intorno alla costruzione della cattedrale di Kingsbridge: per i costruttori Tom (e piu` avanti Jack) diventa la ragione di vita, il lavoro che da` da mangiare alla propria famiglia e il progetto piu` ambizioso al quale hanno mai aspirato; per il priore Philip rappresenta l'occasione di riscatto e di rinascita per il priorato e per i villaggi circostanti; per i cattivi della storia e` la scusa che possono usare per giustificare le esplosioni di violenza e di vendetta che riversano sui “buoni”. E` chiaro quindi che la cattedrale stessa diventa uno dei protagonisti piu` importanti a cui Follett dedica tante pagine in cui ci spiega (con tanti, tantissimi dettagli) ogni minimo particolare della costruzione, i vari problemi che i costruttori dell'epoca si trovano davanti e tutte le tecniche utilizzate. Ecco, queste sono le parti che mi sono piaciute di meno e che credo possano appassionare solo un ingegnere. In questi momenti mi sono un po` annoiata anche se in alcuni casi Follett ha usato sapientemente questi dettagli come “arma di distrazione”. Non poche volte, infatti, dopo pagine e pagine di tecniche costruttive medievali il lettore si trova a girare pagina e a leggere di una catastrofe!

Ecco, le catastrofi, le stragi di innocenti e la sfiga piu` nera sono un'altra costante di questo libro, che si puo` definire il libro del MAINAGIOA. E` stato frustrante ma allo stesso tempo avvincente leggere come una gioia apparente capitata ai nostri protagonisti venisse distrutta subito dopo dai cattivi di turno. Un po` come quando abbiamo quella pellicina sul dito che ci fa male che continuiamo a tormentare.
I personaggi si possono dividere sostanzialmente in due gruppi: i “buoni” e i “cattivi”. I buoni comprendono Tom, la sua famiglia, Ellen, Jack, Aliena e il priore Philip. Tra i cattivi ci sono il vescovo Waleran, William e a un certo punto Alfred, il primogenito di Tom.
I “buoni” sono sostanzialmente tutte brave persone anche se i miei preferiti sono stati senza ombra di dubbio Jack, Aliena e Ellen. Per quanto riguarda Tom e Philip, per quanto siano indubbiamente delle brave persone, hanno qualcosa che non mi ha fatto tifare completamente per loro. Sono entrambi un pelino ambizioni ed egoisti, talmente ligi alle regole da non riuscire a mettersi nei panni degli altri e da non riuscire a vedere come, anche se cercano di agire bene, a volte fanno del male. Soprattutto a Tom non perdono il fatto di aver quasi fatto morire di fame le sue due famiglie per ambizione personale o di aver avuto fino alla fine il prosciutto sugli occhi quando si trattava del figlio Alfred; se avesse riconosciuto fin da subito che Alfred stava diventando un tipo cattivo e pericoloso si sarebbero potute evitare alcune sofferenze.
Per quanto riguarda i cattivi invece, Follett e` stato bravissimo nel creare dei malvagi veramente odiosi. A volte capita di trovare dei cattivi complessi, che hanno un passato, dei segreti, qualcosa che motiva la loro malvagita`; a volte capita di trovare dei cattivi ai quali il lettore suo malgrado si affeziona. I cattivi di questo romanzo invece sono tali perche` a loro piace cosi. Sono sadici, prepotenti, sono dei bulli con un potere enorme. Odiano i buoni per il solo fatto che respirano e passano la loro intera vita a tramare per rovinare la vita dei nostri. E` talmente facile detestarli che si arriva a desiderare di vederli morire male, malissimo.

Leggendo questo romanzo mi e` capitato spesso di provare un senso di ingiustizia e di fastidio tale da voler chiudere il libro, ma in effetti stiamo parlando del 1100, pieno Medioevo, e se la vita e` ingiusta ora, figuriamoci in quel periodo dove conti, baroni e vescovi potevano fare i bulletti prepotenti a loro piacimento ben consapevoli del fatto che non sarebbero stati puniti. Perche` cosi` andava il mondo e perche` c'erano piu` pretendenti al trono che, essendo impegnati a farsi la guerra non avevano certo tempo da perdere nel risolvere queste “beghe minori” e cosi` i prepotenti avevano via libera.
La stessa cosa vale per la condizione delle donne di questo romanzo. Tra tutti i protagonisti le donne, e in particolare Ellen e Aliena, sono state le mie preferite in assoluto. Forti, indipendenti, si trovano piu` volte a doversi risollevare e a doverlo fare con le proprie forze riuscendoci alla grande, rompono gli schemi e la concezione della donna stupida e inferiore (in particolare Aliena che diventa una ricca imprenditrice); tutti i loro sforzi pero` sono costantemente vanificati dagli uomini, persino dai protagonisti “buoni”, che mettendo in primo piano il loro benessere non si mettono tanti problemi a calpestare quello delle donne che gli stanno vicino.

Un accenno anche al fattore amoroso di questo libro. Di solito io non amo i libri con storie d'amore all'interno, perche` la maggior parte delle volte le trovo smielate e troppo irreali. Ma in questo caso ho apprezzato davvero tanto la storia d'amore tra Jack e Aliena, mi sono sentita coinvolta e ho tifato per loro. Mai eccessivamente sdolcinata, fiabesca o volgare, e` stata davvero una bella storia.

Quindi, per terminare, confermo l'amore provato alla prima lettura? Per la prima meta` del libro mi sono chiesta come mai mi fosse piaciuto cosi` tanto perche, pur trovandolo interessante e scorrevole, in alcuni momenti mi ha annoiata. Ma dalla seconda meta`, e soprattutto nel momento in cui Jack e Aliena diventano i protagonisti, ho riprovato quella sensazione! L'ho letteralmente adorato e non vedo l'ora di leggere il secondo volume di questa trilogia. So che dovro` abbandonare i protagonisti di I pilastri della terra, la loro storia e` ormai conclusa. Ma Follett e` davvero riuscito a creare un romanzo storico con i fiocchi a cui non manca niente! Il mio voto e` indubbiamente un 5/5 pieno.

martedì 18 settembre 2018

"Il ritratto di Dorian Gray" di Oscar Wilde - Cosa ne penso?


“Dorian Gray e` un giovane bello, intelligente e innocente che per queste sue caratteristiche ha attirato l'attenzione dell'artista Basil Hallward, deciso a farne un ritratto. Durante una delle sedute nello studio di Hallward, Dorian conosce lord Henry Wotton, un uomo cinico, attirato solo dalla bellezza, il classico dandy londinese. Tra i due nasce un'amicizia molto pericolosa per Dorian, che assorbe subito i pensieri di lord Henry sull'estetismo, sul mondo e in particolare sulla giovinezza, cosi importante ma allo stesso tempo sfuggente. La giovinezza diventa un'ossessione per Dorian che arriva a esprimere un pericoloso desiderio per conservarla. Quello che Dorian non immagina e` che il suo desiderio si avverera` e il suo ritratto iniziera` a portare al suo posto i segni dell'invecchiamento e dei vizi che, sotto la cattiva influenza di lord Henry, Dorian comincera` a commettere.”




Come spesso mi capita, con alcuni libri ho bisogno di leggerli piu` volte per coglierne tutti gli aspetti; per Il ritratto di Dorian Gray e` stato cosi. Letto per la prima volta a 17 anni e per la seconda volta a 20, mi era piaciuto ma sentivo di non averlo apprezzato come meritava. E cosi, per terza volta eccomi qui, appena letto e pronta per commentarlo. Sento di essermi fatta un'idea ancora piu` chiara ma Il ritratto di Dorian Gray e` indubbiamente uno di quei libri da leggere mille volte!

All'inizio del romanzo conosciamo un Dorian Gray diverso da come siamo abituati a vederlo rappresentato. E` un giovane ventenne che si sta appena affacciando al mondo, e` cresciuto negli agi ma anche sotto il comando di un nonno autoritario che l'ha cresciuto sotto una campana di vetro. E` percio` molto ingenuo e spontaneo; e se questa sua parte candida delizia e attira il pittore Basil, che prova subito molto affetto per lui, per sua sfortuna attira anche l'attenzione di lord Henry Wotton, un dandy aristocratico superficiale e maligno. Henry intuisce subito che Dorian e` innocente e malleabile e gia dal primo incontro si diverte a instillare le prime gocce di dubbio e di impurita` nella mente di Dorian. Fino a quel momento il giovane non aveva quasi idea del suo aspetto ma dopo solo il primo incontro Dorian si rallegra per la sua giovinezza che esalta la sua bellezza e si dispera per il fatto che, come gli ha suggerito lord Henry, essa svanira` rapidamente e senza giovinezza e bellezza e` come se non gli rimanesse niente altro di importante nella vita.

Dorian e` tra due fuochi, i classici diavoletto e angioletto sulla spalla del protagonista: da una parte il diavolo/Henry che fa di tutto per corromperlo e dall'altra l'angelo/Basil che cerca di salvare Dorian provando ad aprirgli gli occhi e inducendolo a diffidare di Henry, cattivo consigliere. Purtroppo Dorian e` giovane e Henry eccezionalmente carismatico e Dorian ci casca.
A ritratto ultimato inizia a provare gelosia nei confronti della sua immagine, che rimarra` per sempre giovane mentre lui sara` costretto a invecchiare e in quel momento avviene l'irreparabile, il desiderio, il “patto col diavolo” che viene esaudito. Da quel momento il ritratto invecchiera` al suo posto, mentre Dorian potra` rimanere giovane in eterno. Quello che diventa il ritratto in realta` e` la sua anima, perche` non portera` solo i segni della vecchiaia ma anche delle cattive azioni di Dorian.
Sotto la cattiva influenza di Henry, a poco a poco Dorian si trasforma in una brutta persona, cattivo, egoista e superficiale, lussurioso e pieno di altri vizi. L'unico a poter vedere gli effetti di cio` che sta combinando e` Dorian stesso, sul suo ritratto, che decide di nascondere in una stanza chiusa.
E` inevitabile che questa spirale di decadenza lo portera` a commettere atti sempre piu` gravi, fino al piu` terribile di tutti e a quel punto il peso sulla coscienza e` troppo grande perche` capisce di non poter piu` tornare indietro. La frustazione aumenta ancora di piu` quando capisce di non poter cancellare una cattiva azione commettendone una buona (anche perche` le buone azioni che lui compie sono comunque egoistiche, atte solo a pulirsi la coscienza).

E in tutto questo lord Henry e` li ad assistere e a muovere Dorian come una marionetta, senza ovviamente prendersi mai la responsabilita`. E` furbo perche` mette la pulce nell'orecchio a Dorian e poi sta a guardare; parla di commettere brutte azioni ma lui non le commette mai personalmente. Dorian e` un gioco, un esperimento, un passatempo per Henry. Molti dicono che lord Henry e` un bel personaggio, mentre io ho provato molto risentimento nei suoi confronti. E` sicuramente un personaggio affascinante e ben costruito ma io non sopporto i manipolatori e lui ha contribuito a rovinare la vita di Dorian solo per gioco.
Ovviamente la colpa maggiore e` di Dorian stesso, perche` e` comunque lui il responsabile finale delle sue azioni.

Una delle cose che mi piace di piu` di questo libro e` l'atmosfera, sempre “dark”; non si ha mai l'impressione che le cose miglioreranno, anzi, si sa che Dorian sprofondera` sempre di piu` e questa sensazione ci viene data proprio dalla scrittura e dallo stile di Wilde che, se in alcune opere e` ironica e irriverente, qui e` oscura ma allo stesso tempo piena di poesia. Mi sono piaciuti molto i dialoghi (e i monologhi) di lord Henry sull'estetismo e sulla sua visione del mondo cosi` cinica e egoista e anche se non li condivido per niente sono estremamente affascinanti. Qualche volta mi sono indignata per la facilita` con la quale Dorian si fa imbambolare da lord Henry per poi ammettere subito dopo che e` un personaggio estremamente magnetico. E` quindi quasi destino di una persona fragile e malleabile come Dorian cadere nella sua rete e farsi influenzare.

Il ritratto di Dorian Gray e` sicuramente un classico che tutti devono leggere. Rapisce la mente e il cuore. Il mio voto per questa terza rilettura e` 4.5 ma sono sicura che se ci sara` una quarta volta trovero` altri lati del romanzo che fino a questo momento non avevo notato e il voto potrebbe salire anche a 5 :)

mercoledì 12 settembre 2018

"Trilogia di Mr. Mercedes" di Stephen King - Cosa ne penso?


Questa volta un commento un po` diverso dal solito. Ho infatti pensato di fare un unico post su quella che viene chiamata “trilogia di Mr.Mercedes” o “trilogia di Bill Hodges” in modo da avere un quadro piu` completo su quello che e` il primo esperimento per Stephen King con il thriller/poliziesco. Ma andiamo con ordine!





<Mr. Mercedes>
2009, in piena crisi economica, durante una fiera del lavoro per la quale migliaia di persone sono in fila dalla notte precedente, una Mercedes piomba sulla folla compiendo una strage. Qualche tempo piu` tardi il colpevole manda una lettera provocatoria al detective Bill Hodges che aveva indagato sul caso e che ormai e` in pensione. Questa lettera sara` la scintilla che mancava a Hodges per rimettersi in carreggiata e ricominciare le indagini per scovare il sadico Mr. Mercedes.

<Chi perde paga>
Nel 1978 lo scrittore John Rothstein, considerato un genio della letteratura americana, viene rapinato e ucciso da un fan nella sua villa. L'assassino pero` non e` tanto interessato ai soldi quanto ai taccuini dello scrittore che raccolgono molti scritti mai pubblicati; per sua sfortuna, poco dopo averli nascosti, verra` arrestato e passeranno 30 anni prima che possa cercarli. Le cose si complicheranno ulteriormente perche` nel 2010 Pete Saubers, figlio di una delle vittime di Mr. Mercedes, trova i taccuini e i soldi, diventando cosi il bersaglio dell'assassino di Rothstein. Dovra` quindi entrare in scena Bill Hodges per proteggere il ragazzo.

<Fine turno>
Dopo il primo scontro tra Hodges e Mr.Mercedes, il secondo non e` morto ma si trova in stato semi-vegetativo presso un ospedale. Le infermiere che si occupano di lui mormorano di fatti strani e quasi “paranormali” che si verificano attorno al paziente apparentemente inerme, non sapendo che la verita` e` ancora peggiore. Mr.Mercedes infatti non e` affatto un vegetale e presto trovera` il modo per tornare e chiudere i conti definitivamente con il suo acerrimo nemico Bill Hodges.


Dicevo che con questa trilogia, Stephen King si discosta dal suo solito genere “horror” per addentrarsi in un thriller/poliziesco. E` una mossa azzardata ma che a mio parere (e non solo mio) e` riuscita perfettamente! Ma esattamente, c'e` qualcosa che King non sappia scrivere?!
A me i thriller piacciono ma spesso ne leggo due o tre e poi mi stufano; questo perche` spesso li trovo tutti uguali, un po` scontati e prevedibili. Raramente trovo un thriller veramente sconvolgente o con una trama geniale, saro` sincera. Nel caso di questa trilogia, invece, ho trovato delle storie veramente intelligenti e godibili e soprattutto con il classico tocco King: personaggi caratterizzati perfettamente, sadismo, crudelta`, psicopatici e protagonisti ai quali non possiamo fare a meno di affezionarci. Una delle cose che mi piacciono di King e` la sua capacita` di descrivere l'animo umano, con tutte le sue fragilita` e i suoi lati oscuri; perfino gli eroi hanno dei difetti che li rendono piu` umani, persone comuni con le quali possiamo identificarci, e qui tra Bill Hodges e Mr. Mercedes ci siamo proprio! Certo, non mi posso identificare con Brady Hartsfield, pero` e` un personaggio che nonostante sia pazzo da legare e` vero e plausibilissimo.
Un'altra cosa che ho apprezzato di questo “esperimento” e` il fatto che King e` riuscito a scrivere una bellissima storia senza ricorrere all'horror. Se siete persone che schifano l'horror come la peste non temete, non ne troverete! Ci sara` giusto un pizzico paranormale in Chi perde paga e molto di piu` in Fine turno, dove sara` al centro delle nuove capacita` di Hartsfield ma niente mostri, fantasmi o morti viventi. In questa trilogia la malvagita` che arriva da persone in carne e ossa basta e avanza! E` uno di quei casi in cui non dobbiamo avere paura dei morti ma dei vivi che attuano paure molto piu` concrete.

E` difficile scegliere tra i tre romanzi il mio preferito perche` mi sono piaciuti quasi allo stesso modo, ma se dovessi fare una classifica sceglierei proprio l'ordine cronologico. Mr. Mercedes e` quello che preferisco perche` e` stata una novita` e una piacevole scoperta. Se poi chiedete in giro, la maggior parte dei lettori vi dira` che preferisce Fine turno a Chi perde paga. A me invece e` piaciuto un pelino di piu` Chi perde paga perche`, nonostante di Mr.Mercedes si parli molto poco perche` in quel momento e` in una stanza di ospedale e i protagonisti sono altri, mi e` piaciuto molto il fatto che i protagonisti tra cui il cattivo della situazione e il ragazzino sono degli appassionati di letteratura americana e grazie a loro King sfoga un po` della sua conoscenza in merito. Mi hanno fatto proprio venire voglia di approfondire e di conoscere autori come Roth, Steinbeck, Maugham. E` stata una lettura per me affascinante.
Ovviamentente poi sono d'accordo con l'opinione generale che vede Fine turno come la degna conclusione della trilogia. Non faccio spoiler, ma dico solo: preparate i fazzoletti!

Insomma, consiglio vivamente la lettura di questi tre romanzi che vanno assolutamente letti in ordine di uscita. Puo` sembrare un consiglio scontato ma ho letto che qualcuno chiedeva proprio se dovessero essere letti in quest'ordine o se si potesse andare in ordine sparso. Assolutamente no!
Ora sono pronta per The outsider!!

mercoledì 22 agosto 2018

"Via col vento" di Margaret Mitchell - Cosa ne penso?


Via col vento e` la storia della vita di Rossella O'Hara, figlia di un grande proprietario di piantagione di cotone e di schiavi della Georgia. Rossella e` la tipica diciassettenne ricca impegnata solo ad avere bei vestiti e un gran seguito di corteggiatori; ma i tempi stanno cambiando e nell'aria c'e` odore di guerra. Gli uomini non vedono l'ora di partire per difendere la Confederazione, le donne sono preoccupate, tutte meno Rossella che si preoccupa solo di cio` che la colpisce personalmente. Nel 1861 comincia quella che per tutto il mondo e` nota come la Guerra di secessione americana, e Rossella sara` costretta a fare i conti con la morte, la devastazione e la poverta` che ne seguira`. Da ragazzina superficiale dovra` rimboccarsi le maniche e lavorare duramente per ricostruire la sua casa e la sua ricchezza. I superstiti di questa guerra saranno tutti costretti a cambiare e se c'e` chi diventera` piu` forte, per Rossella arriveranno ricchezza materiale ma una grande aridita` nel cuore.”




All'inizio del libro Rossella e` una ragazzina viziata e capricciosa, figlia di un ricco proprietario di piantagioni di cotone e di schiavi della Georgia, nel sud dei futuri Stati Uniti. Ritroviamo tante caratteristiche di libri ambientati in questo periodo storico, come i protagonisti appartenenti alle classi piu` ricche (in questo caso non aristocratici ma proprietari terrieri), balli, eventi e ragazze impegnate a procurarsi i vestiti piu` belli e un buon matrimonio. Tra tutte spicca Rossella. L'autrice ci rivela che la nostra protagonista non e` particolarmente bella ma e` molto brava a porsi nei confronti degli uomini; e` estremamente vanitosa e una civetta nata e questo le permette di far cadere ai suoi piedi tutti gli esemplari di sesso maschile in circolazione, compresi i fidanzati delle altre! Per questo motivi Rossella non ha amiche, e infatti lei stessa dichiara che le donne sono tutte sue nemiche, tranne la mamma per la quale Rossella prova un amore infinito.
Inoltre e` anche profondamente ignorante e ottusa, non e` capace di provare empatia, solidarieta` nel prossimo e ogni volta che qualcuno prova a parlarle io mi immagino nella sua mente la scimmia che batte i piatti nel cervello di Homer Simpson. Attenzione, non e` stupida e piu` avanti lo dimostrera`, ma nelle relazioni con il prossimo e` un disastro.

Purtroppo tempi duri stanno per travolgere tutta questa serenita`: la guerra di Secessione e` alle porte e tutti sono in gran fermento. Tutti meno Rossella che, fino a quando la guerra non la colpira` in faccia, si rifiutera` di ammettere che sia tutta questa gran cosa. A guerra iniziata Rossella vivra` ad Atlanta con la cognata Melania Wilkes e la zia di lei, e verra` praticamente costretta a fare la volontaria all'ospedale per assistere i feriti che arrivano dai campi di battaglia. Neanche questo basta per far aprire gli occhi a Rossella. Il suo egocentrismo non le fanno percepire la gravita` della situazione e la sofferenza altrui, per lei e` tutta una gran scocciatura. Le cose cambiano quando la guerra arrivera` ad Atlanta: a quel punto la guerra e` ormai persa, la citta` verra conquistata dagli yankees e lei sara` costretta a fuggire verso Tara con la cognata indebolita dal recentissimo parto, due bambini e una serva imbecille. Questo e` il vero punto di svolta per Rossella che si ritrova davanti a un bivio. Una volta arrivata a Tara scoprira` che la sua casa c'e` ancora ma i campi sono andati, gli schiavi liberati, la famiglia provata e l'amato padre impazzito. Rossella, che per tutta la vita e` stata abituata a non avere mai un problema e essere servita e riverita, fa una cosa ammirevole: a malincuore si rimbocca le maniche, caccia via la paura e si mette a lavorare. La fame e la poverta` sofferta saranno la spinta che ci vuole per farla maturare. Qui Rossella si trova davanti a due strade: puo` sfruttare questa situazione per diventare una donna forte e straordinaria e redimersi, cancellare la brutta persona che e` stata fino a quel momento oppure scendere nel baratro. Purtroppo Rossella sceglie la seconda strada. Diventa indubbiamente piu` forte e indipendente, ma tutti i lati negativi del suo carattere andranno solo a peggiorare. Diventera` piu` avida, piu` fredda e senza scrupoli.
Rossella e` dall'inizio alla fine un personaggio negativo, una brutta persona. Eppure l'autrice non poteva scegliere una protagonista migliore. Nonostante io l'abbia odiata per la maggior parte del tempo, ho anche ammirato la sua forza, la sua indipendenza e il fatto che si sia ribellata alla societa` fortemente restrittiva e maschilista dell'epoca. Tra il lettore e la protagonista si instaura un rapporto di amore/odio. Per quanto mi riguarda piu` odio che amore, ma Rossella mi rimarra` comunque nel mio cuore e nella mia mente.

L'altro personaggio per il quale ho provato gli stessi sentimenti e` ovviamente Rhett Butler. Rhett e` il classico “bad boy”, e` la versione maschile di Rossella ma senza ipocrisia. E` ben consapevole di essere un reietto e si diverte a farlo notare agli altri; la differenza tra i due e` che Rossella e` marcia dentro mentre Rhett in fondo (molto in fondo) un po` di bonta` ce l'ha. Non sono per niente d'accordo con una frase che viene ripetuta spesso nel romanzo, ossia che il vero amore puo` esserci solo tra persone simili. Ogni frase fatta sull'amore e` una scemenza, ci deve essere equilibrio e nella coppia entrano in gioco tanti altri fattori. Ma in questo caso e` verissimo! Rhett e` l'unico amore possibile per Rossella perche` e` l'unico che la capisce veramente, che sa leggere oltre la maschera di ipocrisia, che riconosce la parte cattiva del suo carattere e la ama proprio per questo.
Eppure lei ha la testa dura e questo non riesce a capirlo, se non dopo secoli. Per lei, il vero amore e` Ashley Wilkes.

Ashley Ashley… Per anni Rossella si convince che Ashley sia l'uomo perfetto, coraggioso, intelligente, bello e incorruttibile. In realta` per lei andrebbe bene un solo aggettivo: irraggiungibile. Tutto quello che lei fa nella sua vita e` in funzione di Ashley e dell'idea che lei si e` fatta di lui. E` un amore da adolescente idealizzato all'ennesima potenza e se se ne fosse resa conto prima lei stessa poteva risparmiarsi tanta sofferenza. Il lettore si rende conto molto prima della protagonista che in realta` Rossella non lo ama veramente, ma da brava viziatella lo vuole solo perche` e` l'unica cosa che non e` riuscita ad avere, nonostante i suoi sforzi, i suoi pianti e i suoi capricci. Cosa sarebbe successo se Ashley avesse lasciato Melania per sposare Rossella? Probabilmente nel giro di due settimane lei si sarebbe stufata di lui, cosi` intelligente, riflessivo e preso dai suoi libri; sarebbe anche arrivata a odiarlo e a calpestare senza scrupolo i suoi sentimenti.
Non ho apprezzato per niente il personaggio di Ashley, anche se e` importante ai fini della storia. E` un carciofo! Se all'inizio e` affascinante, intelligente, un vero gentiluomo, purtroppo non e` assolutamente adatto alla vita vera. Dopo la guerra vivra` in un limbo perenne, incapace di prendere una decisione, sono gli altri che le prendono per lui e la cosa peggiore e` che lui ne e` ben consapevole, ne rimane umiliato ma comunque incapace di reagire.

Il personaggio che ho amato di piu` in tutto il libro e` Melania Wilkes. Se all'inizio e` una ragazza docile, buona, che e` facile immaginare sottomessa, Melania nasconde una vera tigre. E` il pilastro sulla quale Rossella si appoggia, senza rendersene conto. E` meravigliosa! Voglio anche io una Melania Wilkes nella mia vita!

Ultima considerazione e poi chiudo, giuro! Uno dei grandi temi di questo libro e` la guerra di secessione, che ha portato a una grande conquista, la fine della schiavitu` nelle piantagioni del sud e la liberazione degli schiavi. Siamo sempre stati abituati a vedere questa storia dalla parte dei vincitori, gli yankees e a vedere i Confederati come i malvagi della situazione. In questo romanzo, pero`, i protagonisti sono proprio loro, gli sconfitti. Vediamo questa guerra dal loro punto di vista ed ecco che i Confederati sono i buoni, gli unici muniti di orgoglio, integrita`, civilta`. La schiavitu` non e` una brutta cosa, le violenze verso gli schiavi sono una bugia perche` sono sempre stati considerati membri della famiglia (certo, trattati come il cagnolino o come bambini ritardati ma sempre di famiglia). Gli yankees invece sono i violenti, gli incivili, gli ipocriti che dopo aver liberato gli schiavi li trattano con razzismo.
Inoltre i personaggi neri sono decisamente stereotipati e la parola ne*** con la g in mezzo e` ampiamente utilizzata. Queste sono tutte cose che possono dare molto fastidio, ma e` bene ricordare il contesto e diciamo che il disagio iniziale un po` si supera, anche se rimane sempre un po` strano arrivare quasi a tifare per gli schiavisti!

In conclusione, penso che Via col vento sia un romanzo veramente stupendo e che l'autrice abbia fatto una scelta coraggiosa ma molto azzeccata nello scegliere una protagonista cosi negativa. Alla fine, il risultato e` ottimo! Il mio voto e` decisamente un 5/5 pieno!