lunedì 25 settembre 2017

"Sherlock Holmes" di Arthur Conan Doyle - Cosa ne penso?

 In questo libro possiamo trovare 4 tra i piu` celebri racconti che vedono protagonista Sherlock Holmes.
Uno studio in rosso” e` il primo romanzo che ci ha fatto conoscere l'investigatore privato Sherlock Holmes e il suo amico dottor John H. Watson. E` un testo fondamentale nella lettura delle inchieste operate da questo personaggio perche` entrambi i protagonist ci vengono, per la prima volta, presentati con le loro caratteristiche salienti: Sherlock Holmes maestro nel metodo deduttivo-analitico e il dubbioso dr.Watson, suo personale biografo.
Ne “Il segno dei quattro” i segreti e i misteri in gioco, che provengono persino dalla lontana India, non verranno svelati finche` non verra` catturato un uomo con la gamba di legno.
La valle della paura”: per la polizia sembrerebbe un caso irrisolvibile, ma non per Holmes che intuisce dalle sue investigazioni, influenzate dalla lunga mano del suo nemico prof. James Moriarty, che la realta` non sempre e` quella che sembra.

Il mastino dei Baskerville”: e` un'inchiesta che sconfina a momenti nel fantastico e nel paranormale. Il romanzo oscilla tra piani colmi di situazioni inaspettate, incubi, leggende di famiglia e misteri coinvolgendo personaggi che nascondono storie segrete correlate con la vicenda della morte di sir Charles Baskerville.


Qualche tempo fa ho avuto il piacere di conoscere e leggere per la prima volta Agatha Christie e il suo Poirot. E` andata bene e allora ho pensato che avevo un'altra grande lacuna letteraria: Arthur Conan Doyle e Sherlock Holmes. Quando ho trovato questo libro che mi avrebbe permesso di leggere non uno, ma ben 4 racconti, sono stata felicissima! E devo dire che anche in questo caso non sono rimasta delusa!

Il libro comincia con il primissimo racconto in cui Holmes e il suo amico Watson ci vengono presentati “Uno studio in rosso”. E` fondamentale quindi leggere questo per primo, perche` e` l'inizio di tutto. La storia e` molto carina, ha tutto quello che un bel giallo dovrebbe avere: l'omicidio, il mistero, le investigazioni e la scoperta dell'assassino. Prima che iniziassi, mia madre mi aveva detto che lei non riusciva a sopportare Holmes. Diceva che era troppo saccente e pieno di se per i suoi gusti. Beh, e` vero, ma al contrario io l'ho adorato proprio per queste sue caratteristiche! E` vero, e` egocentrico, e` strano, e` folle e saccente ma...ha ragione ragazzi! Alla fine e` lui che risolve i casi, e` circondato da poliziotti imbecilli, che lo prendono quasi in giro. Che soddisfazione quando gli sbatte in faccia la risoluzione dei misteri e quelli se ne vanno con la coda tra le gambe! Io adoro i personaggi irriverenti e lui lo e` di sicuro!

Rispetto a questo racconto, “Il segno dei quattro” ha attirato un po` meno la mia attenzione. Probabilmente e` stato tra i quattro racconti, quello un po` piu` noiosetto. Ho invece adorato anche in questo caso Sherlock e i battibecchi tra l'investigatore incompetente di turno e l'investigatore. Mi piace come Sherlock fa quasi finta di niente quando riceve frecciatine e poi si prende una bella rivincita. Questa cosa mi diverte moltissimo.

Per quanto riguarda “La valle della paura”, questo racconto e` diviso in due parti. Nella prima parte c'e` il caso di omicidio che viene anche risolto abbastanza celermente. Nella seconda parte, invece, veniamo catapultati in un grande flashback in cui ci viene presentata la storia dei protagonisti e di come si e` arrivati al crimine iniziale. Questa e` stata la parte piu` avvincente. Come ne “Uno studio in rosso”, anche questo retroscena si svolge in America, ma questa storia e` stata molto piu` bella, piu` cupa e anche angosciante. In questo racconto si parla anche della figura misteriosa e interessante di Moriarty.

Il mio preferito, comunque, e` stato indubbiamente “Il mastino dei Baskerville”. Un racconto molto famoso e molto apprezzato in generale dal pubblico e io approvo in pieno. Perche`? Perche`a differenza degli altri, questo si ispira molto ai romanzi di genere gotico che io amo. Gli elementi sono quelli: una leggenda che minaccia una famiglia da generazioni, una villa decadente in una zona di campagna cupa e deprimente, atmosfere angoscianti e quasi demoniache. Ho dovuto piu` volte ricordare a me stessa che era un racconto con protagonista Sherlock e quindi per forza ci sarebbe stata una spiegazione razionale alla vicenda, ma fino all'ultimo c'e` sempre la sensazione di qualcosa di soprannaturale. Vorrei dire una cosa nei confronti di Watson. A questo punto, i due si conoscono ormai da anni e dovrebbe averlo capito che Sherlock Holmes e` spanne sopra gli altri. Mio caro Watson, potrai averlo osservato per anni, potrai pensare di aver capito il suo metodo, ma mettiti l'anima in pace, non sei intelligente come lui. Basta cercare di paragonarti, su, noi ti vogliamo bene lo stesso.


Un piccolo commento ora su questa edizione in mio possesso. E` un libro di Crescere Edizione, che fa parte della collana “Grandi classici”. Mi perplime un po` la scelta e l'ordine in cui hanno deciso di pubblicare questi racconti. Non essendo per niente esperta di Doyle, mentre leggevo mi sono comunque accorta che qualcosa non quadrava nella linea temporale dei racconti. Sembrava quasi che si andasse avanti per poi tornare indietro. E in effetti, cercando su internet ho trovato che non sono posti in ordine cronologico. Perche`?
Inoltre ho notato un'altra cosa. La revisione di questi racconti potrebbe migliorare. Ho trovato in parecchi punti degli errori, come parole che non c'entravano niente, come se avessero sostituito quella parola senza cancellarla. In alcuni casi bastava semplicemente ignorarle ma un paio di volte ho dovuto leggere la frase due volte perche` non ne capivo il senso.
E` comunque una edizione economica (costava 7.90 ma io l'ho acquistata con uno sconto, pagandolo 4.90 ) e per una cifra del genere ho avuto la possibilita` di leggere non uno, ma quattro classici. L'edizione e` esteticamente carina. Quindi, insomma, quei difetti sono stati un po` fastidiosi ma sono riuscita tranquilllamente a chiudere un occhio.

Voto complessivo? 4.5/5. La perfezione per me e` molto rara, ma diciamo che si avvicina parecchio!


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